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LA DISPLASIA DELL'ANCA
Le displasie articolari possono
essere teoricamente distinte in fenomeni displastici per alterata
embriogenesi o displasie di formazione, ed in processi displastici
conseguenti a modificazioni instauratisi nel corso dell¹accrescimento
volumetrico dei costituenti articolari: le così dette displasie
di sviluppo. La displasia dell¹anca è una displasia
di formazione e di sviluppo dell'articolazione coxo-femorale che
può essere riscontrata in tutte le specie di animali domestici
ma assume particolare risalto nel cane. Consiste in una malformazione
dell'articolazione coxo-femorale nella sua componente acetabolare
(displasia dell¹anca di tipo acetabolare), femorale (displasia
dell¹anca di tipo femorale ) o di entrambe le componenti, che
porta inevitabilmente a malattia degenerativa articolare o artrosi
cronica. E' la malattia ortopedica di origine non traumatica più
diffusa e conosciuta nei cani di taglia media, grande e gigante
(taglie canine in cui la
malattia ha maggior prevalenza e soprattutto si manifesta con maggior
gravità). Essa costituisce la malattia ereditaria del cane
che da più anni è stata oggetto di studi e di programmi
di controllo; è stata studiata e diagnosticata in oltre 150
razze canine. Fu descritta per la prima volta negli anni Trenta
come una patologia del periodo dell'accrescimento, che porta ad
instabilità dell¹articolazione coxo-femorale. Negli
anni Cinquanta furono identificati gli aspetti ereditari di questa
malattia e ne fu proposto il controllo attraverso la selezione dei
riproduttori. Più recentemente negli anni Ottanta, in Svezia
e successivamente in altri paesi del mondo, la displasia dell¹anca
è stata affiancata da quella del gomito nei programmi di
controllo e prevenzione delle razze predisposte . |
Articolazione dell'anca o coxo-femorale (Nikita
HD A/A) |
Cause
La cause di questa patologia è
multifattoriale, ossia numerosi fattori, quali quelli genetici,
ambientali e nutrizionali, entrano in gioco nel suo sviluppo e nel
determinarne la gravità . La displasia dell¹anca è
considerata una malattia ereditaria, pur non essendo congenita,
con modalità di trasmissione determinate da numerosi geni
e quindi di tipo poligenetico. Ciò significa che la malattia
può essere trasmessa, con modalità ancora non chiarite,
da un genitore ad un discendente, ma non è comunque presente
quando il cane nasce perché la stessa articolazione si conforma
durante il periodo della crescita . Le alterazioni anatomiche poligenetiche
si osservano sul processo di formazione dell¹acetabolo, oppure
sullo sviluppo dei mezzi di contenimento, attivi (muscoli del bacino),
e passivi (legamento rotondo e capsula articolare) dell¹articolazione
coxo-femorale. Indipendentemente dai fattori ereditari, anche caratteristiche
morfologiche di razza e condizioni endocrine individuali possono
rivestire un ruolo complementare nella genesi della malattia. Tra
le condizioni ambientali, il movimento troppo intenso di cuccioli
in rapido accrescimento, eccessivamente pesanti, tenuti liberi in
ambiente accidentato, può favorire l¹aggravamento della
condizione patologica. Anche il sesso dell¹animale può
condizionare la comparsa della displasia; nel cane le femmine sono
colpite in rapporto 3:1 rispetto ai maschi, questo è dovuto
alla presenza di estrogeni, in quanto la relaxina determina un rilassamento
della capsule articolare . Nei cani displasici , la cavità
acetabolare risulta troppo ampia, poco profonda e con margini insufficientemente
rilevati. Ne risulta una lassità ed instabilità della
testa del femore nel corso del movimento che, con il progredire
dello sviluppo dell¹animale determinano manifestazioni conseguenziali
di tipo artrosico . Le alterate sollecitazioni conseguenti alla
instabilità della giuntura consentono un¹abnorme mobilità
della testa del femore rispetto all¹acetabolo, il cui processo
nell¹ossificazione risulta perturbato per l¹azione combinata
dell¹eccessivo stiramento effettuato dal legamento capsulare
sui margini cotiloidei e dal legamento rotondo nei confronti della
fossa acetabolare. Alterazioni secondarie, conseguenziali, sono
rappresentate da periostosi pericotiloidee , causate dalle trazioni
della capsula e dalla eccessiva pressione di appoggio della testa
femorale,
prevalentemente concentrata nei settori cranio-dorsali del cotile.
Ne consegue un progressivo aggravarsi dell¹ampliamento e dell¹appianamento
della coppa acetabolare . In secondo tempo insorgono alterazioni
della testa femorale,rappresentate dalla eburneizzazione del tessuto
osseo subcondrale e da quadri di necrosi ischemica dell¹osso
epifisario; in un tempo successivo si instaurano collassi trabecolari
che portano a vari gradi di appianamento della testa (testa a fungo)
oppure alla sua conicizzazione .
Manifestazioni cliniche
Nei cani con displasia dell¹anca,
le modalità con cui si presentano i segni clinici e la loro
gravità variano notevolmente da un soggetto all¹altro
. Il cane appare comunemente riluttante a muoversi, perché
cerca di proteggere l¹articolazione dolente. Si riscontra anche
una modificazione del modo di correre, in quanto l¹animale
cerca di proteggere l¹articolazione dolente assumendo una nuova
andatura, che richieda minor movimento a livello dell¹anca.
Quindi il cane procede a ³balzi di coniglio² o al galoppo
piuttosto che al trotto. Una terza caratteristica è data
dalla riluttanza a cambiare posizione, anche in questo caso provocata
dal dolore. Piuttosto che affrontare il disagio provocato dal cambio
di posizione, un cane può rimanere immobile più a
lungo di quanto ci si aspetterebbe. Se gli viene ordinato di sedersi,
un cane ubbidiente lo fa lentamente. Quind, l¹animale può
manifestare un quadro clinico caratterizzato da difficoltà
ad alzarsi, a procedere ad andatura normale e a sdraiarsi, e mostrare
dolore in seguito a manualità sugli arti posteriori. Alcuni
soggetti possono mostrare improvvisi mutamenti di carattere, passando
da un¹indole particolarmente tranquilla ad atteggiamenti propri
di un cane aggressivo o affetto da problemi comportamentali; possono
arrivare a mordere per paura di essere toccati . Il grado di zoppia
può variare da lieve (in cui la zoppia diviene evidente solo
dopo che l¹animale è stato sottopposto ad una intensa
attività fisica) a drammatico, nel caso di animali non in
grado di sostenere il proprio peso. Il quadro clinico è influenzato
da numerosi fattori. Il più importante di questi è
l¹età. I cani che presentano manifestazioni evidenti
clinicamente sono di solito, o in età prepubere (5-8 mesi)
o adulti dell¹età di 12 mesi e più. Sono molto
pochi i cuccioli che mostrano dolore durante i primi mesi di vita,
anche fra i soggetti che poi si riveleranno gravemente displasici.
All¹età di 5-6 mesi un cucciolo può improvvisamente
manifestare gravi segni algici correlati all¹attività
fisica o alle azioni di alzarsi, camminare in salita o saltare,
e può rifiutare la palpazione o l¹accarezzamento degli
arti posteriori. Questa fase acuta si verifica durante il periodo
di rapido accrescimento del cane. Spesso l¹animale dimostra
difficoltà ad alzarsi, soprattutto quando si trova su un
pavimento scivoloso. Il dolore è probabilmente dovuto al
danneggiamento del margine acetabolare, conseguente alle ripetute
sollecitazioni esercitate dalla testa del femore, lassamente inserita
nell¹acetabolo. Il dolore può essere anche dovuto all¹azione
di sollecitazioni anomale sui tessuti molli che costituiscono l¹articolazione
dell¹anca. La maggior parte dei cani colpiti da displasia dell¹anca
è in grado nell¹età compresa tra 11 e 15 mesi,
di alzarsi e camminare senza mostrare alcun impedimento di natura
algica. A quest¹età, gli animali possono anche affrontare
un¹attività fisica moderata senza mostrare alcun dolore,
ma l¹andatura può essere influenzata dalla condizione,
soprattutto quando il cane diviene quasi prossimo al punto di massimo
affaticamento. Negli adulti il dolore è dovuto all¹insorgenza
di un¹artropatia cronica secondaria e degenerativa. A causa
del senso di disagio e del dolore i cani adulti preferiscono rimanere
seduti piuttosto che in stazione. Col tempo i muscoli della coscia
possono atrofizzarsi in seguito al non uso indotto dal dolore. La
rigidità, la difficoltà di propulsione degli arti
e la debolezza del treno posteriore concorrono ad alterare notevolmente
il movimento dei posteriori e ad accorciare il passo. Il cane può
appoggiarsi sulle punte delle dita posteriori, tenendo le ginocchia
strettamente ravvicinate ed eventualmente incrociando gli arti durante
il trotto. I segni clinici, pur potendo essere inizialmente intermittenti,
in genere divengono permanenti all¹età di 3-4 anni .
Il controllo della malattia
Non essendo ancora state identificate
le mappe genetiche del cane e quindi non essendo ancora stati identificati
i geni responsabili della malattia per poter individuare i soggetti
portatori, il controllo di queste razze può essere effettuato
oggi solo attraverso lo screening del fenotipo (ossia della morfologia
delle articolazioni) dei riproduttori e di quanti più parenti
possibili. Il controllo del fenotipo, infatti, avviene attrverso
lo studio radiografico delle articolazioni delle anche e lo studio
viene eseguito all¹età minima di un anno, per essere
certi che le anche abbiano completato il loro sviluppo. L¹età
minima richiesta è di 12 mesi per tutte le razze, eccetto
però quelle giganti (alani , molossi , s. bernardo , terranova
, mastino napoletano) per le quali è di 18 mesi; altra eccezione
riguarda razze come Leonberger, Rottweiler, Briard, Grande bovaro
svizzero e Bovaro del Bernese per le quali l¹età è
di 15 mesi.
Descrizione delle classi di displasia
Queste classi fanno riferimento
ai cani di età compresa fra uno e due anni, sulla scorta
della valutazione della proiezione ad arti tesi: A) nessun segno
di displasia (GRADO A): la testa del femore e l¹acetabolo sono
congruenti. Il margine acetabolare cranio-laterale appare netto
e leggermente arrotondato. La rima acetabolare è sottile
ed uniforme. L¹angolo acetabolare secondo Norberg è
di circa 105° o superiore.
Nelle anche giudicabili eccellenti il margine acetabolare cranio-laterale
include la testa del femore ancora di più in direzione latero-caudale.
B) anche quasi normali (GRADO B): la testa del femore e la cavità
acetabolare sono leggermente incongruenti e l¹angolo secondo
Norberg è di circa 105°, oppure l¹angolo di Norberg
è inferiore a 105°, ma il centro della testa del femore
si trova medialmente rispetto al margine acetabolare dorsale mentre
la testa del femore e l¹acetabolo sono congruenti. C) leggera
displasia dell¹anca (GRADO C):la testa del femore e l¹acetabolo
sono incongruenti, l¹angolo secondo Norberg è di circa
100° e/o sussiste un leggero appiattimento del margine cranio-laterale
dell¹acetabolo. Sono presenti lievi irregolarità o leggeri
segni di artrosi a carico del margine acetabolare craniale, caudale
o dorsale od in corrispondenza del collo o della testa del femore.
D) displasia di grado medio (GRADO D): è presente un¹incongruenza
evidente tra testa del femore e cavità acetabolare con sublussazione.
L¹angolo acetabolare secondo Norberg è compreso tra
90 e 100°. Sono presenti segni riferibili ad osteoartrosi ed
è evidente l¹appiattimento del margine acetabolare cranio-laterale.
E) displasia grave (GRADO E): sono presenti modificazioni displastiche
evidenti delle articolazioni coxo-femorali quali lussazione o marcata
sublussazione, l¹angolo acetabolare secondo norberg è
minore di 90°, c¹è appiattimento del marginr acetabolare
craniale, deformazione della testa del femore (testa a fungo, appiattita)
o altri segni di osteoartrosi. Questa classificazione deve essere
fatta sulla scorta del solo referto radiografico e deve essere il
più obiettiva possibile. Lo schema di classificazione può
essere adattato a cani più anziani tenendo in considerazione
i segni secondari di artrosi in relazione all¹età del
cane.
N.B. : sono adatti alla riproduzione solo i soggetti appartenenti
alle tre categorie "a", cioè normale (HD A), quasi
normale (HD B) ed ancora ammesso (HD C).
LA DISPLASIA DEL GOMITO
La displasia del gomito è una malattia scheletrica del periodo
d' accrescimento del cane caratterizzata dal conseguente sviluppo
di artrosi. Il termine displasia del gomito indica uno sviluppo
anomalo dell'articolazione del gomito che comporta lo sviluppo di
artrosi indipendentemente dal problema specifico che ha colpito
il comparto articolare. Il termine displasia, infatti, comprende
alcune condizioni patologiche che interessano diversi comparti dell¹articolazione
e che hanno come comune denominatore una forte componente ereditaria
e lo sviluppo di artrosi, segno inequivocabile di sofferenza articolare
e causa di dolore. Le principali lesioni primarie, causa di displasia
del gomito, sono: - la frammentazione del processo coronoideo mediale
dell¹ulna (FCP, "Fragmented Coronoid Process"); -
la incongruenza articolare (INC, "Incongruity"); - l¹osteocondrite
dissecante del comparto mediale del condilo omerale (OCD, ³Osteocondritis
dissecans² ); - la mancata unione del processo anconeo dell¹ulna
(UAP, ³United Anconeal Process²). Le cause di queste patologie
primarie non sono ancora state definitivamente chiarite, ma sono
chiamati in causa due fattori: l¹osteocondrosi e la crescita
asincrona di radio e ulna.
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Articolazione del gomito o omero-radio-ulnare
(Beatrice ED 0/0) |
Osteocondrosi del condilo omerale
(OCD)
Solitamente questa patologia interessa il condilo mediale dell¹osso
e spesso risulta contrapposto ad uno sviluppo anomalo del processo
coronoideo mediale dell¹ulna. Tuttavia esistono anche alcuni
casi di osteocondrosi del condilo omerale che sembrano indipendenti
dalla presenza di altre lesioni a livello del gomito. Questa forma
di osteocondrosi è comunque la meno comune nel cane. La lesione
è tipicamente rappresentata da un piccolo difetto nella superficie
articolare del condilo mediale ( troclea ) della parte distale dell¹omero.
Solitamente è difficile identificare la presenza di fenomeni
sclerotici intorno alla lesione, e non si osservano formazione di
speroni ossei a carico delle ossa adiacenti. Non si osserva neppure
un frammento osseo libero.
Radiograficamente, la lesione risulta difficile da riconoscere nelle
proiezioni latero-laterali del gomito e spesso non viene rilevata
in quelle cranio-caudali perché è localizzata leggermente
sul margine caudale della superficie articolare. Quindi, è
necessario orientare obliquamente il fascio di raggi, dirigendolo
in senso disto-prossimale per proiettare sulla radiografia l¹immagine
del margine caudale della superficie articolare .
Crescita asincrona di radio e ulna
La crescita asincrona del radio
e dell¹ulna, anche per un breve periodo dell¹accrescimento
del cucciolo, può alterare la distribuzione del carico del
peso corporeo trasmesso dall¹omero a livello articolare e quindi
portare ad uno sviluppo anomalo del gomito stesso. Un ritardo di
crescita dell¹ulna rispetto al radio può favorire la
mancata unione del processo anconeo per la pressione esercitata
dal radio, maggiormente sviluppato, sul condilo omerale che si trasmette
poi sullo stesso processo anconeo. Viceversa un ritardo di crescita
del radio rispetto all¹ulna, può favorire la frammentazione
del processo coronoideo per la concentrazione delle forze di carico
dell¹omero sullo stesso processo coronoideo. Si tratta di anomalie
che possono costituire manifestazioni addizionali dell¹osteocondrosi.
La lesione fondamentale è caratterizzata dalla degenerazione
della cartilagine lungo la base dei processi coronoideo ed anconeo
in via di sviluppo. Ciò può ritardare l¹unione
ossea di questi processi con la diafisi dell¹ulna, e può
determinare, al termine dell¹evoluzione del processo, la loro
avulsione dalla diafisi ulnare. Dopo la separazione, il processo
può rimanere in situ, lassamente collegato, e conservare
un apporto vascolare o, nel caso del processo anconeo, distaccarsi
completamente. In entrambe le condizioni, si verifica un¹instabilità
articolare che, col tempo porta all¹insorgenza di un¹artropatia
degenerativa secondaria.
Mancata unione del processo anconeo
(UAP)
La mancata unione del processo anconeo
del tratto prossimale dell¹ulna è una condizione che
si osserva in certe razze di cani in cui la chiusura delle cartilagini
di accrescimento posta fra il processo anconeo e la metafisi prossimale
dell¹ulna, che solitamente si fonde all¹età di
quattro mesi e 1/2, avviene in ritardo o non avviene del tutto.
In seguito a traumi si verifica una separazione delle due strutture,
che innesca il processo clinico, che, a sua volta, porta all¹artrosi
secondaria (osteoartrosi). Nella maggior parte delle razze, il processo
anconeo si sviluppa nella parte prossimale dell¹ulna senza
originare da un nucleo di ossificazione distinto. Istologicamente,
a livello della cartilagine di accrescimento interessata, è
solitamente possibile identificare le diverse zone che però
spesso presentano irregolarità di ampiezza rispetto a quelle
dei soggetti normali. Spesso sono presenti segni del trauma con
emorragia, necrosi, fibroplasia a livello delle trabecole ossee
primarie. Questa alterazione della formazione del processo anconeo
provoca una zoppia a carico degli arti anteriori, che si osserva
più frequentemente negli animali giovani. All¹inizio
la sintomatologia, verso i 5-6 mesi, può essere assente;
comincia ad essere evidente quando la mancata unione del processo
anconeo determina una instabilità dell¹articolazione
del gomito con una distribuzione anomala delle forze di carico sulla
cartilagine. La sintomatolagia, dunque, si accentua con il progredire
della artrosi fino al disuso dell¹arto; l¹arto sembra
appeso, a volte le dita sono aperte e il piede è rivolto
verso l¹esterno. L¹esame particolare della regione anatomica,
prevede di mettere l¹animale sul tavolo in decubito laterale
con l¹arto interessato verso l¹alto, si procede poi con
movimenti passivi, soprattutto di flesso estensione. All¹inizio
della patologia si può osservare un dolore causato da processi
infiammatori dell¹articolazione; il gomito si presenterà
caldo, dolente, leggermente gonfio. In seguito il gomito torna normale
in quanto scompaiono i fenomeni infiammatori, ma compaiono fatti
artrosici per cui si percepiranno rumori di rugosità, di
scatto, di sfregamento accompagnati da reazioni algiche del paziente.
La diagnosi di certezza richiede un esame radiografico per accertare
la presenza di una linea radiotrasparente, la linea di clivaggio,
tra l¹olecrano e la diafisi dell¹ulna. L¹esame va
ovviamente fatto dopo i 5 mesi in quanto prima la linea di clivaggio
è fisiologica. La radiografia va fatta con l¹animale
in decubito laterale; si fa una proiezione medio-laterale con il
gomito in massima flessione in modo da far uscire il becco dell¹olecrano
dalla fossa olecranica: se osserviamo tra olecrano ed ulna una linea
di radiopacità, il quadro è normale, mentre riscontreremo
displasia se si osserva una linea di radiotrasparenza.
Frammentazione del processo coronoideo
mediale (FCP)
La frammentazione del processo coronoideo
mediale del tratto prossimale dell¹ulna è stata osservata
in numerosi cani giovani appartenenti a diverse razze di grossa
taglia con displasia del gomito mono o bilaterale dovuta alla separazione
del processo coronoideo mediale in via di sviluppo dall¹estremità
distale del solco trocleare. Si tratta di un difetto difficile da
osservare nelle immagini radiografiche a causa della sovrapposizione
del radio; tuttavia il riscontro di una sclerosi dell¹osso
subcondrale lungo il solco trocleare o di una neoformazione ossea
a livello del processo olecranico suggeriscono fortemente la presenza
di questa condizione. La lesione, come la mancata unione del processo
anconeo, è importante perché predispone all¹instabilità
articolare ed all¹artropatia secondaria. Alterazione clinica
non comune è invece l¹ipoplasia del processo coronoideo
del cane. Può essere conseguente ad un trauma, alla perdita
di contatto con la troclea omerale o all¹azione di un notevole
carico pressorio sul processo coronoideo in via di sviluppo. La
cartilagine articolare che riveste il processo risulta necrotica
per tutto il suo spessore, e non rimane integra alcuna cellula germinativa
in grado di dare di nuovo inizio all¹accrescimento del processo
stesso.
Radiograficamente, il mancato sviluppo del processo coronoideo è
facilmente rilevabile. L¹instabilità articolare determina
la sclerosi subcondrale delle zone adiacenti al solco trocleare
e la neodeposizione del tessuto osseo sul processo olecranico.
Classificazione della displasia
La classificazione è quella
raccomandata a livello internazionale dalla FCI e dalla WSAVA (World
Small Animal Veterinary Association) su indicazione della IEWG:
-GRADO 0 (gomito normale): non si riscontrano segni di anomalità;
-GRADO 1 (artrosi leggera): è presente una formazione di
osteofiti di ampiezza inferiore a 2 mm e/o appare un aumento di
sclerosi dell¹osso subcondrale a livello della porzione distale
dell¹incavo trocleare dell¹ulna; e/o appare uno scalino
evidente tra la testa del radio e la parte caudale dell¹incavo
trocleare ulnare nella proiezione sagittale;
-GRADO 2 (artrosi moderata): è presente una formazione di
osteofiti di ampiezza tra i 2 ed i 5 mm;
-GRADO 3 (artrosi grave): è presente una formazione di osteofiti
superiore a 5 mm; l¹evidenza di un processo coronoideo mediale
frammentato o di una mancata unione del processo anconeo comportano
il grado 3 indipendentemente dal grado di artrosi presente; anche
i cani sottoposti ad interventi chirurgici per patologie del gomito
da sviluppo dovrebbero essere classificati come grado 3.
N.B. : sono ammessi alla riproduzione i cani con displasia di grado
0 e di grado 1.
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| Tratto dalla tesi di laurea "Displasie
di sviluppo accrescitivo del gomito e dell'anca nel Bovaro del Bernese"
del dottor Fiorenzo Mai |
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